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Cosa ti affascina della chimica delle sostanze organiche naturali di origine vegetale?

Le piante sono eccellenti chimici e organismi affascinanti. Sono arrivata a realizzarlo presto nel corso dei miei studi. Tuttavia, se qualcuno mi chiedesse di ricordare il momento esatto in cui il mio interesse sull’argomento ha avuto inizio, non potrei davvero dirlo. Penso che i miei primi esperimenti di fitochimica risalgano a quando ero una bambina. Mi aggiravo nel giardino di mia nonna, raccogliendo fiori e foglie, mettendoli in acqua e controllando i cambiamenti di colore, odore, ecc. Valutavo anche gli effetti del tempo di estrazione e della temperatura (ma per quest’ultima operazione dovevo eludere la supervisione degli adulti). Curiosa com’ero, ho anche fatto alcuni rudimentali test di attività biologica. Era in seconda o terza elementare, quando ho notato che tagliando una pianta (che ora so essere un membro della famiglia delle Euphorbiaceae), c’era qualcosa di lattiginoso (che ora riconosco come lattice) che usciva dallo stelo. Ho deciso di metterlo sulla pelle di mani, braccia e viso. Hmm…non è andata tanto bene! Dopo qualche tempo, ero tutta coperta di bollicine.
Nonostante questo piccolo incidente, mi divertivo molto con i miei “esperimenti”.

Chi avrebbe pensato allora che avrei finito per fare qualcosa di simile nella mia vita professionale? Ok, prima di andare avanti, devo dire che nessuno si fa più male durante i miei esperimenti, che li eseguo con rigore scientifico e, fortunatamente, ho a disposizione una straordinaria strumentazione per capire cosa sta succedendo. Le cose che non sono cambiate sono la mia curiosità, il divertimento che deriva dal fare quello che faccio e quanto sono incuriosita dal mondo della chimica delle sostanze naturali di origine vegetale. Tuttavia, non spiegherò ora perché sono così affascinata, poiché avremmo bisogno di troppo tempo. In effetti, se vuoi saperlo, continua semplicemente a leggere questo blog.

Qui leggeremo ciò che alcuni studenti del nostro laboratorio (presso il DiSTABiF, Università della Campania “Luigi Vanvitelli”) hanno da dire sull’argomento.

Francesca Guzzo, Biologa e Borsista di ricerca

Volendo essere onesta, fino a pochi anni fa mi tenevo a debita distanza dalle piante. Oggi, invece, le considero fra gli esseri viventi più affascinanti sul nostro pianeta. Ciò che mi ha fatto cambiare opinione è stato proprio il dovermi occupare di una pianta, Scrophularia trifoliata L. Grazie a “lei”, mi sono resa conto di quanto, in realtà, le piante siano esseri pieni di risorse e sorprese. Non mi riferisco solo al ruolo cruciale nella fotosintesi clorofilliana, ma anche al lungo e perfetto processo evolutivo che le ha portate a sopravvivere fino ad oggi. In silenzio, le piante crescono, si riproducono, si difendono dai predatori e sanno anche essere competitive fra loro. Come pensate che riescano a fare tutto questo? Grazie alla costante produzione di fitochimici, meglio conosciuti come metaboliti secondari, tramite i quali le piante comunicano fra di loro e con gli insetti. Ma non è finita qui: le piante sono benefiche anche per noi esseri umani. Benefici che vanno dai rimedi della medicina popolare, fino alla odierna caratterizzazione di composti che possono avere attività antimicrobica, antivirale e antiossidante. Una pianta può salvarti, nonostante resti apparentemente ferma. Possiamo anche vantarci di aver raggiunto il successo evolutivo, ma la verità è che l’uomo si rende conto dei propri limiti occupandosi delle piante. Siamo noi ad aver bisogno di loro e non viceversa.

Angela Rennella, studentessa del corso di Laurea Magistrale in Biologia

Da bambina non potevo perfino immaginare che le piante non solo “si muovono”, ma respirano, parlano, sono!
Quando ti avvicini a qualcosa che hai guardato sempre da lontano, la tua curiosità inizia a crescere e ad un certo punto, tu scegli di rendere la tua curiosità una passione e successivamente un’ispirazione.
Le piante sono degli organismi complessi proprio come lo sono gli uomini: possono essere “mansuete”, “crudeli”, profumate o possono emanare odori sgradevoli, possono essere colorate o meno, ma hanno i loro meccanismi, i loro bisogni, le loro difese e quindi… la loro chimica.  Una combinazione perfetta: natura e chimica. Attraverso questa scienza puoi provare a capire quello che le piante stanno “cercando di dirti” e perfino cosa si dicono l’un l’altra… sì, comunicano tra di loro! Lo sapevate?
Le piante hanno sempre una “identità”: possiamo scoprirlo attraverso la chimica e alla fine… penso che ti sembreranno più simili a te di quanto tu abbia mai immaginato.
“Plants are the original chemists. Their sophistication makes DuPont and Monsanto look like little kids with chemistry sets.” — Allen Lacy

Carolina Laiso, studentessa del corso di Laurea in Farmacia

Il mondo della chimica delle sostanze naturali è affascinante dato che questi composti prodotti dalle piante hanno un grosso impatto sul mondo chimico-farmaceutico. Le piante sono un serbatoio infinito e ricchissimo di molecole utili all’uomo nel contrastare diverse patologie. Dobbiamo tanto alle nostre “amiche” piante perché sono in grado di produrre sostanze chimiche che loro utilizzano soprattutto come meccanismi di difesa e che l’uomo estrae ed usa a suo vantaggio. In ogni caso, è anche possibile farsi ispirare per poi sintetizzare i composti in laboratorio. Bisogna realmente trattare le piante con cura, perché possono darci tanto.

Giuliano di Giuseppe, studente del corso di Laurea in Farmacia

Quante volte vi siete chiesti il perché di un fenomeno senza conoscere la risposta? A me è capitato spesso, ed è questa la motivazione che mi ha spinto a conoscere sempre meglio il mondo della chimica ed in particolare la chimica delle sostanze naturali. Spesso quando comunemente si parla di piante si tende ad immaginarle come organismi immobili, il cui compito è semplicemente quello di convertire anidride carbonica in ossigeno o di essere una fonte alimentare, ma non c’è nulla di più errato! Una pianta è molto più di tutto ciò! Una pianta si adatta, comunica con il mondo circostante e non finisce mai di sorprenderci per le illimitate risorse che possiede! Ed è proprio questa la bellezza della chimica delle sostanze naturali, entrare in “empatia” con la pianta da studiare e capirne i meccanismi e le motivazioni per cui produce un determinato composto, studiarne la struttura e “sfruttarne” le potenzialità per contribuire alla ricerca in altri campi. Basti pensare ad alcuni dei più grandi scienziati che hanno fatto grandi scoperte proprio grazie alle piante, come ad esempio Brown con la scoperta dei moti browniani, Schleide e Schwann con la teoria cellulare, Mendel con le basi della genetica, etc.
Amo la fitochimica. Essa è natura, è vita, è quotidianità!


Forse avrei potuto intitolare questo post anche: “Primi approcci alla chimica delle sostanze organiche naturali di origine vegetale”. Quelli qui riportati sono i pensieri degli studenti che di recente hanno iniziato a scoprire questo meraviglioso mondo. Sono entusiasti di questo argomento, anche più di quanto le loro parole possano esprimere!

Questa volta vorrei concludere con una domanda: cosa ti affascina della chimica delle sostanze organiche naturali di origine vegetale?
Ti invito a lasciare una risposta qui sotto! 😉

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