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Sfatiamo le fake news sull’uso di piante e sostanze naturali nel trattamento e nella prevenzione dell’infezione da SARS-CoV-2

Stiamo attraversando un periodo molto complicato. In momenti come questi, siamo tutti sottoposti ad una pressione notevole e ci sentiamo persi e confusi. Ciononostante, desideriamo ricevere buone notizie con tutte le nostre forze. Vogliamo sentire che il numero delle vittime decresce e che siamo riusciti ad appiattire la curva e intanto sogniamo un ritorno alla “normalità” (qualsiasi cosa questo voglia dire). Molti di noi leggono con attenzione le notizie, cercando di capire se i ricercatori hanno trovato una cura o, ancora meglio, un vaccino per il virus che ha sconvolto le nostre vite.
In questo contesto, se qualcuno ci dice “Guarda, questa cosa sembra funzionare”, potremmo volergli credere. Non importa quanto bizzarra possa sembrare la cosa in questione.

I falsi miti sono così tanti e diffusi che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dovuto dedicare una sezione del suo sito alla loro smentita (https://www.who.int/emergencies/diseases/novel-coronavirus-2019/advice-for-public/myth-busters). Questi vanno dalla ipotesi fantascientifica in cui la tecnologia 5G favorirebbe la diffusione del virus a pratiche molto pericolose come disinfettarsi cospargendosi il corpo con prodotti a base di cloro.  La lista è molto lunga e in continuo aggiornamento. In ogni caso, i miti devono essere particolarmente popolari e diffusi in tutto il mondo per essere aggiunti a quella lista e, sfortunatamente, quelli esistenti sono molto di più di quelli in essa riportati.
Molti di essi riguardano l’uso di piante (o loro parti) e sostanze naturali o per trattare i sintomi da COVID-19 o si suppone siano attivi direttamente nei confronti del virus SARS-CoV-2.a
Nei prossimi paragrafi analizzeremo quelli più popolari e vedremo perché non bisogna crederci.

Top 3: aglio, arance e vitamina C

Cominciamo col più popolare tra i fantomatici rimedi naturali per la Covid-19, quello che è stato incluso anche nella lista dell’OMS: l’aglio. Utilizzato da tempi antichissimi come spezia e nella medicina tradizionale, Allium sativum è ricco in numerosi interessanti composti bioattivi. Le sue proprietà, l’odore e il sapore sono dovuti principalmente a composti contenenti zolfo (tra cui alliina, allicina, ajoene, ecc.).b
Per alcuni di questi metaboliti sono state riportare le proprietà antiossidante, antimicrobica, antitumorale, cardioprotettiva, antitrombotica, antinfiammatoria, ecc., con una buona documentazione nella letteratura scientifica (1, 2, 3). In ogni caso, bisogna chiarire che molto spesso parliamo di attività testate in vitro o al più in modelli animali. Di conseguenza, bisogna essere molto cauti nell’estrapolare le osservazioni e applicarle all’uomo.
Nonostante le tantissime pubblicazioni sull’aglio e sui composti da esso derivati, ci sono pochi studi sulla sua attività antivirale, così come circa il ruolo nella prevenzione o protezione da infezioni virali (3). Bisogna, però, notare che uno studio volto a capire se l’aglio è efficace o meno nella prevenzione o nel trattamento del comune raffreddorec ha evidenziato l’insufficienza delle prove cliniche circa l’effetto dell’aglio nella sua prevenzione o cura (4). Infine, non c’è alcuno studio sugli effetti nei confronti di SARS-CoV-2. Questo significa che al momento non c’è alcuna evidenza scientifica che giustifichi l’uso di aglio, o di prodotti e composti da esso derivati contro la COVID-19.

Per coloro ai quali non piacciono l’odore e il sapore dell’aglio, non vi preoccupate! C’è un approccio dal profumo decisamente più gradevole. Un metodo che sembra essere molto popolare è respirare il vapore generato portando ad ebollizione acqua contenente bucce di arancia o limone, con l’aggiunta di sale o pepe di cayenna (a seconda delle ricette). Sembra che questo eviti che il virus entri nel nostro corpo o ci aiuta a liberarci dai muchi, perché “è lì che vive il virus” (cit.).d Bene, puntualizziamo innanzitutto che il muco è un meccanismo di difesa del nostro corpo, ma in ogni caso non mi addentrerò nei dettagli di questo argomento in questo momento. Tornando al trattamento in questione, è difficile persino immaginare da dove possa trarre origine. Col vapore che si genera bollendo le bucce di agrumi, è possibile ottenere una cucina piacevolmente profumata, forse la pulizia dei pori del viso, ma probabilmente niente più. Riscaldando le bucce di arance (o limoni), non stiamo facendo altro che favorire l’evaporazione di alcuni composti (soprattutto limonene, ma non solo). In verità, bollendole in acqua stiamo estraendo anche altre sostanze, che però non utilizzeremo dato che stiamo solo inalando i vapori.
Ci sono alcuni studi che riportano l’attività antivirale di alcuni dei composti volatili che sono presenti anche negli agrumi in questione, ma fanno riferimento a miscele di composti (che quindi sono difficili da riprodurre).  Inoltre, le quantità utilizzate in questi studi sono troppo elevate per poter supportare la validità di questo metodo. Dunque, non solo esso non funziona nel modo sperato, ma possiamo anche dire che non c’è alcuna evidenza che possa aiutare in qualsiasi altro modo.

L’ultima, nella nostra top 3, non è una pianta (o parte di un pianta), ma un composto chimico: la vitamina C (o acido ascorbico), molto abbondante in frutta e verdura. Questa vitamina è un potente antiossidante (5), il che significa che protegge le cellule dai danni indotti dallo stress ossidativo. È anche coinvolta in numerosi processi biochimici, essendo un cofattore di molti enzimi. È stato, inoltre, dimostrato il suo contributo nella risposta immunitaria (agisce migliorando l’attività dei fagocitie e, sembrerebbe, promuovendo la differenziazione e proliferazione dei linfocitie 6). Nonostante queste funzioni importantissime, ci sono anche molti miti relativi all’assunzione di vitamina C. Scommetto che tutti ci siamo sentiti dire tante volte di assumere più vitamina C per prevenire il raffreddore. Bene, sulla base degli studi finora effettuati, è possibile affermare che la vitamina C non rende in alcun modo meno probabile ammalarsi di raffreddore, andando tutt’al più ad abbreviare (di pochissimo) la durata della manifestazione dei sintomi (7).
Bisogna anche dire che ci sono pochissimi e controversi studi (che hanno fatto molto discutere) circa la sua attività contro l’infiammazione indotta da alcuni virus che causano gravi malattie respiratorie, ma si tratta per lo più di discussione di singoli casi clinici o di studi su modelli animali (con tutte le limitazioni che ne conseguono). Molto discusso è anche il suo ipotetico uso in pazienti che riportavano casi gravi di sepsi. Forse questi studi hanno ispirato una sperimentazione che è in corso al momento in Cina, che prevede la somministrazione per via endovenosa di altissime dosi di vitamina C a pazienti malati di COVID-19 e che presentano una sintomatologia grave. I risultati non sono ancora noti.
Per ora non c’è alcuna evidenza di un qualche ruolo della vitamina C nella prevenzione o nel trattamento dell’infezione da SARS-CoV-2. È importante anche aver ben presente che è impossibile assumere le alte dosi suggerite per via orale (in quanto l’eccesso viene escreto).

E per quanto riguarda i prodotti erboristici?

I prodotti erboristici, almeno alcuni di loro, sembrano essere la panacea per tutti i mali.
Nonostante i tentativi di varie agenzie e autorità di evitare la diffusione della disinformazione, molti siti web presentano, a volte anche con una parvenza di attendibilità scientifica, una lista di piante e rimedi erboristici che sembrerebbero supportare il sistema immunitario (cannella, liquirizia, Astragalus membranaceous, rosmarino, timo, salvia, echinacea, ecc.), o essere antivirali (aloe, Houttuynia cordata, Nigella sativa, Sambucus nigra, Cistus incanus, Artemisia annua, melissa, iperico, ecc.) o infine agire sui sintomi, quali infiammazione o febbre (Scutellaria baicalensis, zenzero, Sambucus nigra, curcuma, ecc.). Inutile dire che queste liste non sono esaustive! Da notare che ad alcune di queste piante sono attribuite più di una di queste proprietà (se non tutte, in alcuni casi).
A questo punto dobbiamo dire che per alcune di loro ci sono delle evidenze di qualche attività correlata con quelle sopra citate. In ogni caso, è opportuno fare delle precisazioni. Prima di tutto, ignoriamo ancora molto del virus, incluso il fatto che queste piante o i loro principi attivi, siano efficaci o meno. Diventa ogni giorno più chiaro che, anche per ciò che riguarda la sintomatologia, ci sono ancora tanti punti oscuri. Questo significa anche che non sappiamo quale sia il miglior modo per affrontarlo.
Un altro punto molto importante riguarda più in generale i rimedi erboristici ed è connesso con la variabilità del contenuto in principi attivi, senza dimenticare i possibili effetti collaterali e la presenza di sostanze tossiche (attenzione: naturale non significa assolutamente sicuro).f

Dulcis in fundo: il vino

Completiamo la nostra (sicuramente incompleta) carrellata, con un evergreen, che in questo caso non è una pianta, ma il frutto della fermentazione dell’uva: il vino. Anch’esso è una millantata cura per molte malattie. Soprattutto il vino rosso, le cui proprietà sono state decantate soprattutto dopo la scoperta del resveratrolo, che in effetti ha numerose interessanti attività (6), anche se molte di esse non sono state ancora realmente approfondite. In ogni caso, fino ad ora non c’è alcuna evidenza che il resveratrolo possa aiutare a prevenire o trattare la COVID-19. Ci sono pochi studi circa le sue proprietà antivirali, anche nei confronti del virus MERS-CoV, ma si tratta solo di studi in vitro e quindi troppo preliminari per supportarne un suo utilizzo.

C’è qualche sostanza naturale che possa essere usata nella lotta contro Covid-19?

Sulla base di quanto discusso fino ad ora, potrebbe esserci qualche pianta o sostanza naturale che ci può aiutare a combattere questo virus? Be’, la risposta è “forse”. Ci sono alcune sostanze naturali per le quali sono in corso studi che hanno lo scopo di testarne l’attività nei confronti dei sintomi di Covid-19, così come nei confronti del virus. Sperimentazioni sono in corso a diversi livelli e tutti speriamo di ricevere buone notizie.  
In questo momento non c’è nessun metodo comprovato e approvato per il trattamento di COVID-19.
L’unica cosa che funziona davvero è il distanziamento sociale e l’applicazione delle indicazioni dell’OMS, soprattutto quella di lavarsi le mani!

In che modo possiamo evitare il diffondersi delle fake news?

Sappiamo come limitare la diffusione del virus, ma sappiamo anche come evitare il diffondersi delle fake news.
La raccomandazione per tutti è quella di non accettare mai passivamente quello che viene condiviso sui social, ma di controllarne sempre la fonte. Se c’è uno studio scientifico a supporto di quanto riportato, questo è già un buon punto di inizio. In ogni caso, io suggerisco anche di chiedere sempre a qualcuno che abbia le competenze per leggere e valutare in maniera critica la letteratura scientifica. Per tante ragioni. Da una parte, la scienza è un processo continuo. Di conseguenza noi guardiamo sempre ad un aspetto limitato nel contesto del quadro generale. Questo dettaglio è importante per capire il fenomeno in studio, ma può essere fuorviante se decontestualizzato. Questo significa che dobbiamo essere capaci di capire, ad esempio, che uno studio in vitro è molto importante in quanto preliminare a studi più approfonditi, ma è solo uno studio in vitro, e come tale va preso e interpretato (giusto per fare un esempio). Inoltre, dobbiamo considerare che più a fondo studiamo un fenomeno, più ne aumenta la nostra comprensione: questo può voler dire dover considerare la possibilità di reinterpretare i dati sulla base delle nuove informazioni.
Sfortunatamente, dobbiamo anche considerare che non tutta la letteratura scientifica risponde ai dovuti criteri. E qui l’appello ai ricercatori di seguire sempre le regole relative alla good scientific practice e research integrity, al fine di evitare di dare false speranze alle persone (oltre che per tanti altri buoni motivi). Questo non è il momento del quale approfittare per ottenere una facile pubblicazione, ma è una buona occasione per affrontare insieme questa sfida, ognuno con le proprie competenze.

Note
a. COVID-19 è il nome della malattia causata dal virus SARS-CoV-2.
b. Una discussione dettagliata circa l’aglio e i suoi composti bioattivi sarebbe troppo lunga da trattare qui, ma sarà sicuramente oggetto di post successivi.
c. Il raffreddore comune è un gruppo eterogeneo di malattie causate da diversi virus che appartengono a svariate famiglie (picornavirus-rhinovirus e enterovirus-,coronavirus, adenovirus, parainfluenza virus, influenza virus, metapneumovirus e respiratory syncytial virus).
d. Affermazione non valida e non condivisa dall’autrice del post.
e. Due tipi cellulari del sistema immunitario.
f. Questo argomento andrebbe più ampiamente discusso e di conseguenza sarà trattato in post successivi.

Ringraziamenti: Vorrei ringraziare le persone che mi hanno segnalato alcune delle fake news discusse qui, in particolare il Dr. Eugenio Boccalone, il Dr. Mohèb Elwakiel e il Prof. Antonio Fiorentino.

Il post originale è disponibile qui: https://plantchem.wordpress.com/2020/04/15/debunking-fake-news-covid19/


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